Con la Legge di Bilancio 2026 l'imposta sostitutiva sui redditi esteri per i nuovi residenti passa da 200mila a 300mila euro l'anno. È il secondo ritocco in diciotto mesi: il regime era nato nel 2017 a 100mila euro, ed era stato raddoppiato nell'agosto del 2024.
A dicembre, nelle conversazioni con famiglie che stanno valutando il trasferimento, la domanda era sempre la stessa: conviene ancora? La risposta onesta è che dipende meno dalla cifra di quanto sembri.
Che cosa prevede, in breve
Il regime resta facoltativo e vale fino a quindici anni. Riguarda soltanto i redditi prodotti all'estero: quello che si guadagna in Italia si tassa come per tutti. Possono accedervi le persone che non sono state residenti fiscali in Italia per almeno nove degli ultimi dieci anni.
- 300.000 €
- l'imposta annua per chi si trasferisce dal 2026
- 50.000 €
- per ogni familiare incluso
- 15 anni
- la durata massima del regime
Chi aveva già aderito resta alle condizioni del proprio anno d'ingresso. L'aumento riguarda chi arriva adesso.
Perché la cifra pesa meno di quanto si pensi
Per i patrimoni a cui il regime si rivolge, l'imposta fissa è una voce di bilancio prevedibile, e la prevedibilità è proprio ciò che si cerca. Chi sceglie Milano raramente lo fa per una differenza di centomila euro: lo fa per le scuole internazionali, per un aeroporto a mezz'ora, per una città dove si lavora davvero, per la qualità della vita quotidiana.
Il regime, inoltre, porta con sé l'esenzione dalle imposte patrimoniali sugli investimenti e sugli immobili esteri e dall'imposta di successione e donazione sui beni situati fuori dall'Italia. Sono aspetti che, nel lungo periodo, contano spesso più del canone annuo.
La tassa fissa apre la porta. A far restare le persone è la città.
Che cosa significa per il mercato della casa
Negli ultimi anni i nuovi residenti hanno sostenuto la domanda nelle zone centrali: Brera, il Quadrilatero, Magenta, Palestro, CityLife. Cercano superfici ampie, piani alti, luce, servizi di portineria, spesso un terrazzo. È un segmento dove l'offerta di qualità è strutturalmente scarsa, e dove poche trattative fanno il prezzo.
Un costo d'ingresso più alto può rendere più selettiva questa domanda, non necessariamente più debole. È ragionevole aspettarsi meno acquisti d'impulso e più famiglie con un progetto di vita preciso, che pretendono documentazione impeccabile e tempi certi.
Tre consigli a chi sta valutando il trasferimento
- Prima la residenza, poi la casa: affittare per qualche mese in un quartiere che si sta considerando evita scelte affrettate.
- Coinvolgere presto un consulente fiscale: l'opzione si esercita con la dichiarazione dei redditi e va costruita su misura.
- Cercare con discrezione: le case migliori, a Milano, spesso non compaiono mai sui portali.
Milano non è diventata meno attraente il 1° gennaio. È diventata, semmai, un po' più esigente. E le città esigenti, nel lungo periodo, tendono a premiare chi le sceglie.
Consulente immobiliare · Milano
